Anno: 2004
Luogo: Monza, MI
Progetto: David Chipperfield Architects (leader), Gianluca Bacci e Giannicola Bacci (G2BA Associati), F&P architetti associati, Alberto Izzo & Partners, Giacomo Pirazzoli, Studio Spira Srl
Progetto Impianti: Ariatta Ingegneria dei Sistemi Srl, Sistemi Industriali Srl
Progetto Strutture: Modena Ingegneria Srl
Progetto paesaggistico: Carmen Anon Feliu, Franchi Lunardini partners, Maria Adriana Giusti
Cliente: Regione Lombardia, Comune of Monza
Concorso Internazionale
Terzo premio
La Reale Villa di Monza deve la sua importanza all'arciduca Ferdinando di Toscana, che incaricò Giuseppe Piermarini di costruire una villa e di farla decorare dai migliori artisti lombardi dell'epoca. All'interno del parco, nel 1922, fu inaugurata la pista automobilistica di Monza. Per il progetto è stata pianificata una riqualificazione in modo da permettere alla villa di funzionare come parco, come sontuoso luogo per incontri/congressi internazionali e come centro museale. Il nuovo edificio proposto per l'Auditorium funge da collegamento con la nuova funzione prevista per la villa: sottolinea l'allineamento ortogonale del piano di Piermarini e con la sua architettura semplice e coerente incornicia la facciata nord della Villa.
Tutti i nuovi edifici sono subordinati al principale edificio storico e nessuna delle nuove costruzioni si innalza oltre il piano nobile inferiore del Palazzo. È sembrato importante fornire un nuovo segno architettonico, insieme ai lavori di restauro della villa, in modo da poter identificare il periodo in cui questa riqualificazione è stata realizzata. Le superfici del nuovo edificio sono state progettate in modo quasi neutro e semplice al fine di valorizzare la ricchezza delle superfici di Piermarini. Nel progetto, il nucleo della Reale Villa è assolutamente l'elemento dominante del complesso. Il progetto del nuovo edificio propone uno sfondo neutro con un volume ortogonale semplice. Obiettivo dei criteri assunti per le soluzioni del progetto, fondato sulla consapevolezza della doppia polarità memoria-risorsa, del patrimonio storico, è stabilire i limiti e le modalità delle operazioni di restauro sia rispetto alle richieste di adattamento e adeguamento tecnologico-strutturale sia rispetto alle possibili integrazioni e rifacimenti di superfici e decori. Questi, infatti, non dovranno mai assumere l'entità di una vasto rifacimento e la connotazione di un restauro "à l’identique" di componenti significative ormai irrimediabilmente perse, nel rispetto del principio dell'intervento minimo. La presenza di più fasi decorative non può legittimare l'ipotesi di omologazione stilistica di una di esse al fine di sostenere un criterio di unità stilistica.
SEDE
Corso Giuseppe Garibaldi, 14
55100 Lucca (LU)
ORARI DI APERTURA
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